lunedì 12 maggio 2014

Gerlanda Di Francia: “Leggendo le parole “per grazia ricevuta” sentivo una gran sensazione di sollievo” – Rossana Calbi

In mostra fino al 14 maggio 2014 presso l’Hangar Tattoo Studio & Art Gallery di San Lorenzo una parete di ex voto che raccontano un viaggio dentro l’anima, un’anima sensibile, delicata che non teme di raccontare ogni sua debolezza e sviscera ogni dolore continuando a soffrire. Thanks to My Soul è la ricerca di Gerlanda Di Francia di dimenticare dolori morali e fisici che si legano e si rinchiudono in un piccolo diorama, basta aprirlo per intravedere una piccola dimora, quella dell’anima; un diorama leggero, realizzato con strati di carta, contenente un peso ancora più lieve quello dell’anima, un peso che riesce a trasformare due grandi occhi in uno sguardo caldo e ogni pensiero in un amore costante e assoluto. Le velature di Gerlanda Di Francia sono classiche, la contemporaneità sta nel gioco della quotidianità nella croce a cui lei stessa è appesa e sui cui cede ai ricordi e alle debolezze, rinchiudendosi nei sogni come unica valvola di salvezza, come se in questi potesse e volesse ancora sperare. Thanks to My Soul è una mostra che raccoglie opere molto piccole, preziose perché ognuna di esse è un ricordo decantato, un dolore che dovrebbe andar via a cui non si riesce a rinunciare perché si mescola ad altro, qualcosa che ci ha reso felici anche solo per un attimo, e il dolore diventa prezioso esattamente come la felicità, da proteggere gelosamente in un hangar e poi, forse, permettergli di volare altrove.
dioraNIma 28 x 22 cm tecnica mista su carta e legno (foglia oro)Thanks to My Soul, raccoglie più di quaranta ex voto reinterpretati, per cosa ringrazia la tua anima?
La prima volta che ho pensato a questo progetto ho immaginato che l’anima fosse mediatrice tra il nostro universo interiore quello delle emozioni e il corpo proprio come materia, carne ossa e sangue, un’anima “reattiva” agli avvenimenti del mondo esterno. Ho immaginato e creduto che è proprio grazie all’anima che il nostro corpo è capace di provare determinate sensazioni: l’innamoramento, il dolore, la gioia incondizionata, la malinconia. Sulla parete dell’Hangar Studio non ci sono concetti ma emozioni, testimonianze vere di ciò che l’anima mi ha permesso di vivere, una sorta di “per grazia ricevuta” emotivi.
Il tema degli ex voto è molto caro alla cultura del tatuaggio old school, in cui è specializzato l’Hangar Tattoo Studio & Art Gallery che ospita la tua personale, com’è nata l’idea di questa mostra?
Da tempo stava nei miei pensieri il progetto di realizzare una parete di ex voto dedicati all’anima, una serie di coincidenze (probabilmente dovrò ringraziare la mia anima anche per questo) mi hanno portato ll’Hangar Studio, a conoscere Cecilia Agostini, la titolare dello spazio di San Lorenzo e proporre il progetto. La risposta è stata si totale entusiasmo, per il concetto proprio della mostra, per lo spazio, un tattoo studio che ha anche una parte espositiva, una location a misura ideale per un discorso così personale e intimo, del resto sono sempre stata legata all’iconografia sacra e questo lo si può vedere in quasi tutte le mie opere, affascinata e da sempre vicina al mondo del tatuaggio, questa unione prima o poi doveva aver luogo e l’Hangar lo è stato il luogo fisico.
Hai lavorato realizzando delle miniature che richiamano la tua tradizione meridionale, cosa ricordi degli ex voto che vedevi nelle chiese calabresi da bambina?
Sono sensazioni quelle che ricordo, legate alla vista delle scintillanti parti anatomiche, occhi, bocca, polmoni e cuori, cuori, cuori di ogni dimensione e materia. Ciò che più mi affascinava e teneva appiccicata a guardarne ogni particolare era il fatto di sapere che qualcuno anni prima aveva lasciato una testimonianza di sé, del male fisico e del disagio, il male che aveva subito ma somatizzato e superato (miracolato) grazie alla fede nel santo o chi che sia. Dentro il mio cuore di bambina, leggendo le parole “per grazia ricevuta”, o solo grazie, sentivo una gran sensazione di sollievo.
Un tuo lavoro dedicato al fumetto End sarà esposto da 15 maggio a Parigi in occasione della collettiva Métamorphose Vol. II, a cura di Barbara Canepa. E stai lavorando a una personale nella tua terra, una mostra molto ampia che raccoglierà molti dei tuoi lavori anche passati, quali sono i pezzi che porterai che più rappresentano la tua crescita artistica?
Sono molto emozionata al pensiero di questa grande personale calabrese, ormai ci pensavo da un po’ e sono stata fortunata ad aver incontrato grazie all’amato-odiato Facebook la Be Cause Gallery, una rara realtà del sud, una galleria che propone e promuove artisti emergenti, personalità della scena Lowbrow, Pop surrealist e Street Art. L’unica galleria nel sud ad aver ospitato una personale di Hans Ruedi Giger, conosciuta grazie al comune contributo al progetto della ONLUS Mattia Fagnoni, alla quale sono molto vicina da qualche anno. Di questa mostra personale dirò solo un paio di cose, sarà il “diario di bordo” di un viaggio emotivo, un racconto fatto immagini che sono legate alle leggende della terra di sud, dai miti greci alle tradizioni e credenze popolari, sarà un viaggio di ritorno alla mia terra di origine, il nostos (ritorno, N.d.R.) di Gerlanda.

domenica 13 aprile 2014


Gerlanda Di Francia Solo Show
A cura di Cecilia Agostini e Rossana Calbi


Il 17 aprile 2014 l’Hangar Tattoo Studio & Art Gallery presenta la personale di Gerlanda Di Francia, Thanks to My Soul a cura di Cecilia Agostini e Rossana Calbi.

Giovedì 17 aprile, alle ore 19.00, l’Hangar Tattoo Studio & Art Gallery mette in mostra gli ex voto di Gerlanda Di Francia. Più di quaranta lavori su carta, legno e masonite in cui l’artista ha elaborato un suo modo minuzioso per dire grazie.

L’ex voto costituisce la materia, la forma e il risultato di un contratto, cioè di un voto.*

La prova fisica di ciò che si è desiderato a tal punto da essere realizzato, questo il concetto da cui l’artista Gerlanda Di Francia è partita nella progettazione di Thanks to My Soul.
Un grazie all’anima, a cui dedicare ogni singolo disegno di questo progetto. Una prova di ciò che l’anima dell’artista ha permesso di farle vivere.
Thanks to My Soul è un dialogo tra il corpo e l’anima in cui la preghiera è corpo, un rapporto tra le mani che dialogano con lo spirito che trasforma l’opera manuale in arte, un percorso intimo e segreto che congiunge pensieri e immagini che diventano concreti solo perché ascoltati con attenzione.

Gerlanda Di Francia, dopo gli studi all’Accademia di Belle Arti di Roma inizia un percorso nel mondo del tatuaggio che interrompe per costituire l’associazione HulaHoop di Roma in cui attualmente è impegnata. Il disegno torna a far parte della sua vita grazie all’incontro con la curatrice Togaci.
Per l’Hangar Tattoo & Art Gallery, l’artista di origine calabrese è tornata al corpo proprio come materia fisica, una materia fatta di parti ben distinte, legate tra loro dalla mente e dalle azioni che questa comanda; l’anima è come mediatrice di queste parti, capace di farci sentire le emozioni, ci permette di ricordarle, di gioire o soffrire. L’anima codifica ciò che la materia (corpo-mente) chiede ed è capace talvolta di far realizzare i nostri desideri. Anche solo il ricordo di una sensazione o di un’emozione è un dono che la nostra anima ci regala, per questo Gerlanda Di Francia vuole ringraziare la sua anima.

Thanks to My Soul inaugura giovedì 17 aprile 2014; in occasione dell’opening, che avrà inizio alle ore 19.00 sarà presente l’artista Gerlanda Di Francia.

Hangar Tattoo & Art Gallery, via dei Marsi 65 (San Lorenzo), Roma.
http://angartatoogallery.wordpress.com/
Cecilia Agostini, +39 3391576931, agocce@gmail.com
Rossana Calbi, +39 3343450090, rossanacalbi@gmail.com

*M. Mollant, Les ex-voto maritimes, Bulletin de la Société Archéologique du Finistère, 1973

domenica 5 gennaio 2014

Ecco il mio ultimissimo disegno a biro... il primo datato 2014...
buon anno a tutti ...




lunedì 9 dicembre 2013

Il 14 dicembre 2013 l’HulaHoop Club e la libreria L’ETERNAUTA in collaborazione con l’associazione Mattia Fagnoni Onlus presentano ART FOR A CURE, mostra collettiva con la partecipazione di trenta artisti italiani e internazionali. 


In mostra trentadue artisti che hanno risposto alla chiamata dell’associazione Mattia Fagnoni Onlus donando un loro lavoro che verrà esposto fino al 26 dicembre 2013. 

L’associazione Mattia Fagnoni Onlus nasce per aiutare il piccolo Mattia, i suoi genitori: Simona Marrazzo e Francesco hanno trovato nell’arte la forza per contrastare la malattia di Sandhoff, una malattia rarissima che colpisce un bambino su centotrentamila, Mattia è quel bambino.
I genitori di Mattia Fagnoni combattono per un’assistenza sanitaria latente e una ricerca medica praticamente inesistente e hanno chiamato l’arte per supportare la loro lotta. La risposta degli artisti è stata immediata, nomi come Valentina Brostean, Saturno Buttò e Alice Pasquini, hanno fatto dono dei loro lavori che saranno messi in vendita e il cui ricavo sarà donato per intero all’associazione Mattia Fagnoni Onlus.

Dal 14 al 26 dicembre 2013 l’HulaHoop Club offre lo spazio per trentadue artisti legati alla lowbrow art, alla street art, all’illustrazione e al pop surrealism che hanno donato la loro arte per combattere la malattia di Sandhoff e per aiutare Mattia Fagnoni a crescere.

L’HulaHoop Club ospiterà per la prima volta una collettiva così ricca: trentadue artisti. Trentadue nomi noti per la loro arte e per la loro capacità di essere presenti di fronte a un problema tangibile come le cure e l’assistenza di un bambino.

ART FOR A CURE darà modo al pubblico di visionare trentadue artisti che usano linguaggi e tematiche differenti per raccontare l’arte contemporanea figurative.
ART FOR A CURE è l’omaggio che l’HulaHoop Club e la curatrice fanno alla forza e al coraggio di Simona Marrazzo e Francesco Fagnoni.
ART FOR A CURE è l’incontro di trentadue artisti che donano la loro visione del mondo a un bambino che deve avere modo di vedere la bellezza.

ART FOR A CURE dal 14 al 26 dicembre 2013, in occasione dell’inaugurazione, che avrà inizio alle ore 19.30, saranno presenti Gerlanda Di Francia e Marco Rea due degli artisti tra oltre i trenta selezionati dalla curatela di Rossana Calbi.

Starring: Apricot Mantle, Valentina Brostean, Saturno Buttò, Luciano Civettini, Nick Davis,
Gerlanda Di Francia, DMS, Paulina Góra, Carne Griffith, Rick Hedof, Sarah Joncas, Otto Kinder, Kraser, Serena Landrini, Daniel Langhans, Joe Ledbetter, Natasha Letham, Isaac Mahow, Malojo, Bethany Marchman, Miss Salopette, Sho Murase, Emma Mount, Nerius, Alice Pasquini, Paolo Pedroni, Valeria Perversi, Marnie Pitts, Karen Preston, Marco Rea, Seven Moods, Vecks Van Hillik.


HULAHOOP CLUB & L'Eternauta Libreria, via L.F. De Magistris 91/93 Roma It.

venerdì 8 novembre 2013

FLORENCE TATTOO CONVENTION 2013

il prossimo fine settimana si terrà l annuale tattoo convention a Firenze. All'interno del grande evento che per tre giorni raccoglie moltissimi artisti e tatuatori italiani ed internazionali, sarà presente anche la mostra collettiva PLURALE,FEMMINILE promossa da Studio21 Tattoo e art gallery.


MAMOCHKA 
Oil on masonite
40 cm x 50 cm
in mostra per
PLURALE,FEMMINILE
Group Show a cura di Francesco Petrosino ed Elena Di Legge
8-9-10 Novembre 2013
FLORENCE TATTOO CONVENTION, Fortezza da Basso, Firenze

mercoledì 9 ottobre 2013

Bel Ami, group Show a San Lorenzo, Roma



BEL AMI
Otto artisti reinterpretano le suggestioni del primo romanzo realista di Guy de Maupassant.

Il 16 ottobre 2013 la pittura torna nei mercoledì di Officine Beat,nel quartiere di San Lorenzo a Roma.
Rossana Calbi e Alessandro Calizza curano la mostra Bel Ami.
Otto artisti reinterpretano le suggestioni del primo romanzo realista di Guy de Maupassant.
La collettiva che per un mese occuperà le pareti di Officine Beat nasce dalla volontà di reinterpretare un immaginario nato da un romanzo in cui il protagonista è un uomo che non sa cedere al vero amore e che circonda se stesso di una parvenza di glorificazione.
Le donne sono le protagoniste di questa mostra: l’amore, le aspirazioni usate e vissute da Georges Duroy che trasforma le brame di ognuna loro in sproni per la propria vita.
Il fascino del romanzo di fine ‘800 sui lavori degli artisti contemporanei diventa il modo per rappresentare anche ciò che il titolo di un romanzo così famoso riesce a evocare nel pensiero contemporaneo.
Una collettiva poliedrica nelle visioni e nelle esegesi degli otto artisti che attingono da background molto differenti per raccontare il loro Bel Ami.

Mostra collettiva con Cecilia Agostini, Paolo Assenza, Erica Calardo, Luciano Civettini, Gerlanda Di Francia, Anastasia Kurakina, Luisa Montalto, Marco Rea.

Con la collaborazione di Mondo Bizzarro Gallery.


Officine Beat, via degli Equi, 29; San Lorenzo – Roma

giovedì 19 settembre 2013

L'intervista di Rossana Calbi.

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INTERVISTA A GERLANDA DI FRANCIA.
di Rossana Calbi

I capelli rossi sovrastano la figura minuta di Francesca Gerlanda Di Francia, i suoi occhi nascosti dalle lenti di una miopia causata forse dalla minuzia dei dettagli che inserisce nelle sue opere d’arte accolgono il pubblico nelle serate dell’HulaHoop Club, l’associazione culturale che, da quattro anni nel quartiere Pigneto di Roma, è diventata un polo artistico per i giovani artisti della Capitale. Non bastava la musica, l’arte e il ballo, Elisabetta Trova, la presidentessa dell’associazione e l’artista di origine calabrese hanno aperto le porte ai libri, L’ETERNAUTA è diventata parte integrante dell’HulaHoop. Massimo e Umberto i due librai de L’ETERNAUTA, dopo le serate fino a tarda notte costringono l’HulaHoop a rimanere aperto tutti i giorni feriali.
Un’artista con delle antiche origini nobili svelate dal suo nome non poteva esimersi dal dar dar vita a un luogo dove far nascere addirittura un movimento artistico che Mauro Tropeano ha chiamato Loverismo, e dopo due mostre a Roma lo scorso anno è sbarcato a Milano. L’HulaHoop cresce, perché legge libri scelti con cura ed è ben nutrito dai manicaretti di ’Betta e dalle visioni poetiche di un’artista come Francesca Gerlanda Di Francia.
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Il cibo, la danza, la musica, il teatro, la pittura e da quest’anno anche i libri tutto in uno spazio gestito da due donne che non hanno una formazione manageriale e che hanno creato un punto di riferimento artistico importante nella Capitale, come è nato l’HulaHoop?L’HulaHoop nasce perché quasi tutte le sere il nostro vecchio appartamento nella periferia romana – mio e di ’Betta – si riempiva di amici che avevano intrattenimenti artistici o idee strambe da realizzare e a noi piaceva accogliere quest’estro, questa resistenza a oltranza della fantasia. Siccome ’Betta si diletta a cucinare ed entrambe abbiamo esperienza nell’ambito della ristorazione, al limite dell’incoscienza abbiamo pensato di aprire un posto “d’accoglienza idee”. L’associazione culturale è questo: un luogo privato in cui si incontrano persone che hanno finalità comuni.
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Il divertimento che passa attraverso la curiosità intellettiva ed estetica è quello che abbiamo proposto e che si è messo in moto. L’HulaHoop è un luogo di confronto e di stimolo, un luogo che ci ha riportato una realtà che è bello sapere che resiste: quella dello stimolo culturale.Si fa tutto: arte, musica, letteratura e ballo perché da sempre sono queste le forme dell’intrattenimento fecondo. Abbiamo un principio e lo seguiamo: fare, quando si ha qualcosa da condividere in cui si crede. Chi propone un progetto che segue questo dettame sarà ben accolto.
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Una vera associazione culturale dove si incontrano gli artisti per fare arte e per conoscerne altra. Come l’esperienza dell’HulaHoop ha influito sulla tua crescita artista?Poco prima dell’apertura dell’HulaHoop Club mi dividevo tra vari lavori: modella per artisti, cameriera e disegnatrice, tatuatrice in uno studio poco fuori Roma. Fino ad allora, seppur rimanendo in qualche modo sempre legata al mondo dell’arte, avevo accantonato la mia pittura, fu solo grazie all’incontro con Togaci che ripresi a dipingere seriamente, notò per caso i miei “disegni da bancone”, quelli che facevo nelle mie pause e mi convinse anzi mi obbligò a farne dei quadri per una personale, l’incontro avvenne proprio all’ HulaHoop, da lì nacque l’amicizia la collaborazione come curatrice e la crescita dello spazio come galleria, grazie a questo sviluppo ho avuto modo di conoscere personalmente artisti  di ogni genere ammirandone la poetica e il linguaggio, tra i quali molti della scena pop surrealista italiana che mi attrae in maniera particolare.
Quindi, sì, direi che ha influito in maniera decisiva nella mia crescita come artista.
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I tuoi studi fondano le loro basi sulla tecnica accademica e hai sviluppato un mondo legato all’iconografia cinematografica confondendo le proporzioni e immaginando uno spazio fantastico tutto tuo, quale artista ti ha aiutato ad aprire le porte di questo luogo fantastico?Sono un’insaziabile divoratrice di immagini e delle sensazioni che queste mi provocano, questo sin da bambina. Sono cresciuta in un ambiente particolare, una casa un po’ fuori dal comune con mobili vecchi e polverosi ricoperti di ninnoli d’antiquariato, santini sotto le campane di vetro, ex voto, foto di famiglia degli inizi del ’900, e scheletri anatomici (mio padre è pittore ed ex insegnante di disegno dal vero e figura). Alcuni compagni di scuola, per timore di chissà cosa, si rifiutavano di venirmi a trovare a volte, ma non tutti fortunatamente, c’erano anche “i temerari”, e io organizzavo per loro dei veri tour all’interno della casa, narrando storie fantastiche e ricche di mistero per ogni oggetto particolare che trovavamo durante il percorso del nostro tour dell’orrore.
In pratica ero una vera Mercoledì Addams, affascinata da questo mondo fatto di oggetti misteriosi ed evocativi, e tuttora sono intrappolata nel fascino dell’impatto emotivo che l’immagine provoca. Il cinema, in questo, ha un ruolo fondamentale come anche i miei studi accademici sia per linguaggio artistico che tecnico-formale.
Libera da ogni pretesa concettuale, pura come il “sentire” un bambino, se dovessi immaginare una fusione tra la fantasmagoria di una pellicola in bianco e nero di George Melies con il gusto formale di un polittico monocromo del maestro Van Eych e la poetica di una “devozione” con il cuore in mano e dagli occhi scintillanti, potrebbe venir fuori un’opera di Gerlanda di Francia.
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Hai vinto l’edizione 2012 del festival Alterazioni con un lavoro molto elaborato sia tecnicamente che metaforicamente, il tema del concorso della mostra poi ospitata nel Castello Aldobrandesco di Arcidosso era Il movimento delle percezioni, quali percezioni ci sono nel tuo lavoro?L’opera vincitrice del concorso Alterazioni Visive è una tavola a olio monocroma, dal titolo Dummy Vanities forse erroneamente scritto in inglese, talvolta curo l’estetica nel titolo a discapito della grammatica, in questo caso letteralmente tradotto in “Vanità fittizie” può essere inteso anche come “Manichino delle vanità”: una sorta di allegoria. L’opera è un manichino-clessidra, un feticcio ornato eccessivamente di nastri e perle possiede un capello eccentrico che, forse troppo grande, sembra coprire i pensieri più cupi, la testa inclinata e lo sguardo congelato sullo spettatore è sostenuta da un corpo che è costretto a segnare l’inesorabilità del tempo.
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Una mano indica dove conviene mettersi per avere la visione “giusta” delle cose, ovvero, ci sono degli elementi nel dipinto realizzati con la tecnica dell’anamorfosi (usata molto nel ’500) che è la deformazione di un immagine secondo regole prospettiche ben precise, queste, creano un’immagine che, se vista da un particolare punto di osservazione, non solo ridiventa di nuovo riconoscibile ma assume un particolare rilievo tridimensionale. Il dito del manichino appunto indica di porsi al lato destro del quadro scorgendo la visione del teschio in anamorfosi, il teschio indica la fine di un processo, il cambiamento, quello che avviene indipendentemente dal nostro volere; c’è poi sul corpo del manichino, che è una clessidra, un altro elemento anamorfico visibile con un cilindro a specchio, posto al centro della “pancia”, scelta non casuale, li si può vedere un mio autoritratto.
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Come la maggior parte delle persone, anche io ho le mie ossessioni: viviamo in un periodo storico politico e soprattutto sociale in cui la vita (il tempo) viene percepito in maniera più veloce, dandoci la sensazione che quasi ci sfugga, siamo sempre proiettati verso il futuro o legati  agli eventi del  passato questo credo perché a volte ci manca la consapevolezza di vivere il quotidiano, il tempo presente, ed è quindi come se fossimo disconnessi dalla realtà. Forse bisogna sviluppare più consapevolezza del vivere il presente, per riconnetterci con la realtà delle cose che ci accadono tutti i giorni, dare più importanza alle sensazioni ed emozioni che il presente ci regala in ogni istante, ma che spesso nemmeno vediamo perché proiettati in un tempo diverso e fittizio.
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venerdì 14 dicembre 2012

Dal 18 al 23 dicembre presso l' HulaHoop Club di Roma (il mio HulaHoop Club) si terrà la seconda edizione del CULTURINO MERCATALE, un luogo d’incontro diretto e informale tra pubblico e scrittori, editori, musicisti e artisti appartenenti a piccole realtà editoriali e al mondo delle autoproduzioni. Attraverso presentazioni, reading, concerti, performance ed esposizioni, nonché ottimi cibi e bevande, gli accoglienti locali dell’HulaHoop Club offrono la possibilità per ben sei serate di confrontarsi senza mediazioni con prodotti culturali di qualità e con i loro creatori.
In questa occasione, insieme a molti altri artisti, illustratori, editori e scrittori ci sarò anche io con i miei disegni ed acquerelli...

HULAHOOP CLUB e GALLERY  è in Via L.F. De Magistris  91/93 (Roma)

LINK. http://culturinomercatale.wordpress.com/


martedì 30 ottobre 2012

Avevo una bella carta da regalo...era stata acquistata parecchi mesi fa per incartare un oggetto prezioso....non ricordo bene come andò....ma alla fine non fu più usata per quello scopo....



sabato 29 settembre 2012

...Probabilmente sarà il tempo, così mi dicono.... ma sono due giorni che il mio umore oscilla tra lo stato quasi catalettico e l ' euforia immotivata....anche perdendo la concentrazione infinite volte,ho disegnato molto  e ripreso gli acquerelli chè in autunno ci stanno proprio bene.
 Negli acquerelli  ci sono i colori di Settembre



Dream
(watercolor on paper)

















                                                                                                                                                                                                                           
Monochrome portrait (watercolor on paper)



                                           










                                           So Late!
                                            (biro,watercolor on paper) 
                                                                                                           

martedì 11 settembre 2012


ENFANTS TERRIBLES
Studio 21 Tattoo & Art Gallery presenta un progetto dedicato ai “Bambini terribili”. L'idea fondamentale è che l'infanzia sia un tema universale, un'età che tutti noi abbiamo attraversato e che per tutti sia stato un passaggio fondamentale, che ha lasciato un'impronta forte nelle nostre vite. Per molti adulti l'infanzia è quasi un ostentato stato mentale, volendo restarvi aggrappati a tutti i costi per non lasciarsi scivolare via la naturalezza delle cose, per sfuggire alle sovrastrutture che l'età adulta spesso ci impone. Tema ricorrente a tal punto nell'ambito artistico pop surrealista che quasi potrebbe esserne l'emblema,l'infanzia viene trionfalmente accolta ed esaltata anche da Studio 21. A noi interessa porre l'accento su quei bambini terribili, bambini temibili, quasi dei piccoli extraterrestri. Essi osservano il nostro mondo da un altro tempo, da un altro spazio, con uno sguardo enigmatico o sperduto? Accusatorio o polemico? Spesso disincantato?
 
Quando ci troviamo al loro cospetto sembra che ci interroghino muti, come se fossimo dinanzi ad uno specchio. Cosa provoca nello spettatore questa visione? Di certo uno specchio è un invito a riflettere. L'artista in questo caso ha il privilegio e la libertà dell'invenzione che stimoli la riflessione dello spettatore in una qualche direzione.

Gli artisti che prenderanno parte alla anteprima fiorentina in occasione della Florence Tattoo Convention sono:

MARK RYDEN
Dissacratorio, i soggetti delle sue opere sono spesso caratterizzati dalla presenza di simboli culturali e religiosi dell'occidente. Prendendo spunto dall'immaginario iconografico delle fiabe, ne ha di fatto stravolto il significato iniziale creando un stile visivo coerente in cui promiscuità, ambiguità e senso del macabro si fondono. Influenzato da Dalí, Bosch, Magritte, dagli artisti Pop e dalla sua preziosissima Magic Monkey (che custodisce gelosamente nel suo studio), agli inizi degli anni novanta diviene uno dei massimi esponenti del pop surrealismo

RON ENGLISH
La sua opera gioca con i simboli della cultura consumistica e con i linguaggi della pubblicità, chiara l'influenza su di lui di Andy Warhol, di cui è considerato un erede. Tra le sue opere più famose c'è Abraham Obama, un ritratto in cui English fonde i volti dei due presidenti americani Abramo Lincoln e Barack Obama e che ha contribuito, insieme ai manifesti di Shepard Fairey, a trasformare l'immagine del primo presidente degli Stati Uniti di colore in un'icona pop

MATTEW PRICE
è un artista che vive e lavora in California. Ha esposto in personali presso la OMC Gallery - Huntington Beach , California ed in collettive presso La Luz De Jesus Gallery - Los Angeles e MondoPOP Gallery - Rome, Italy

ALBERTO CORRADI
Affermato autore di fumetti, dal 2006 la sua serie “Mostro & Morto” è pubblicata mensilmente sul magazine La Repubblica XL, mentre dal 2010 la nuova serie “Conte Vlad” esce per la rivista Linus, testata storica del settore. Da sempre attivo su tutti i versanti della comunicazione, nel 2006 è entrato a far parte del movimento Pop Surrealist italiano.Ha partecipato a mostre a Napoli, Roma e su tutto il territorio italiano come all’estero: Angouleme, Belgrado, Liegi, Lisbona, Lubiana, Oslo, Prilep, Seul & Stoccolma.

MISS SALOPETTE
Artista e blogger milanese, si divide tra l'Italia ed il Giappone da dove trae gran partee della sua ispirazione artistica. Ha esposto in varie collettive Italiane e estere.

VALENTINA ZUMMO
Artista romana, predilige come tecnica per le sue creazioni l'acrilico su legno. Si ispira ai capisaldi del Pop Surrealism come Jenny Bird Alcantara, Marion Peck, Mark Ryden e Liz McGrath. Ha esposto presso le galleria romane Temporary Love, MondoPOP e Mondo Bizzarro Gallery. La sua prima personale risale al
2011 presso Studio 21 Tattoo & Art Gallery e nel 2012 ha partecipato a una collettiva presso la Funhouse Gallery di Detroit

ANIA TOMICKA
nasce a Lodz nel 1985. Inizia il percorso formativo all'Accademia delle Belle Arti di Venezia. Trasferitasi a Firenze frequenta con poca soddisfazione l'Accademia, dove viene definita "troppo illustrativa", e decide di iscriversi ad un'Accademia di Arti Digitali. ama dipingere ad olio, una tecnica contemplativa che permette virtuosismi estremi

FABIO MORO (MOROF)
Si diploma all’Accademia di Belle Arti di Napoli. Dal 1988 lavora come tatuatore e nel 2004 vive e lavora a Genova. La sua ricerca artistica si sviluppa sia sul corpo che sulla tela. suoi lavori su pelle sono pubblicati in Color Tattoo Art, edito da REUSS, e ha scelto MOROF come unico rappresentane italiano del genere. Le sue opere d’arte sono state esposte a Genova, Roma e Teramo; in Europa nel 2010 in occasione della Fiera di Colonia e a Praga presso la galleria Tribo. Attualmente espone una personale a Berlino presso la galleria TATAU OBSCUR

OHMYDOLLS
creatrice e disegnatrice del brand ohmydolls! Una passione coltivata da sempre per l'arte in tutte le sue forme, dall'esigenza di rappresentare un nuovo ideale femminile, descrivendo un'icona malinconica e disincantata, che mostra con orgoglio le cicatrici delle ferite inflitte dalla vita e quelle invece volute e raccontate da tattoos e piercing, il tutto in un contesto onirico e fiabesco. Ha esposto in spazi privati di Milano.

YARI DI GIAMPIETRO
in mostra presso la galleria Marzia Frozen di Berlino, presso il teatro comunale di Città Sant’Angelo - Pescara, la galleria il Trittico di Roma; ha partecipato alla 1° Biennale dell’Unità d’Italia presso il complesso Monumentale del Belvedere di San Leucio – Caserta. E' presente in International Conteporary Artist Vol..

GROZDANA TILOTTA
Diplomata presso l'Istituto d'Arte di Siracusa, i suoi dipinti esplorano il mondo delle icone del nostro tempo, personaggi e luoghi entrati a far parte del nostro immaginario attraverso il cinema e la fotografia, e utilizza un linguaggio pittorico dalle tinte piatte ispirato alla tecnica serigrafica della Pop Art. Ha esposto presso Mondo Bizzarro Gallery di Roma

LUISA MONTALTO
Gli esponenti del Pop Surrealism internazionale da cui dichiara di sentirsi maggiormente ispirata sono Joe Sorren, Chris Berens, Camille Rose Garcia e Lola Gil. Si dedica con passione alla pittura ad olio ed è anche, da molti anni, una stimata illustratrice per l'editoria sia in Italia che all'estero. Oltre ad essere stata esposta alla Mondo Bizzarro Gallery di Roma, partecipa ad una collettiva presso la Katleen Gallery di New York, è nel catalogo Premio Celeste e partecipa a Fumetto International (Triennale di Milano) e a Dieci+Un, Comicon Napoli

GERLANDA DI FRANCIA
è una delle esponenti del Loverismo, il movimento artistico romano che contesta la mercificazione dell’arte, proponendo un approccio basato sulla condivisione e sul dono. Francesca esplora la tragedia del nostro quotidiano con la consapevolezza degli incubi e delle angosce che ci accompagnano dall’infanzia: nelle fiabe non ci sono soltanto principi azzurri, ma anche orchi e streghe cattive.
     
DIAVU'
Nato a Roma, è artista e curatore, cartoonist, musicista e articolista.Tra le esposizioni personali: "XL Collage" al festival Kals’Art di Palermo all’Expa per La Triennale di Milano/OFF del 2007 e tra le ultime collettive "Subtleties of Character" a cura dell'artista Dan Barry alla WWA Gallery di Culver City (California, USA) e "Lyric 2012" a cura dell'artista Glenn Barr alla 323East Gallery d Royal Oak (Michigan, USA). Ha pubblicato su XL, Musica di Repubblica, Frigidaire, Katzyvari, Tank Girl magazine, Blue, Il Cuore, Alias, Linus, Rockstar, Rumore e su altre numerose pubblicazioni.

ERICA CALARDO
Erica Calardo nasce a Genova, 15 maggio 1980. Ha studiato Filosofia a Bologna e si è trasferita per alcuni anni a Manchester, UK, per il dottorato di ricerca in Logica Matematica. Dopo il dottorato frequenta l'Accademia di Belle Arti di Bologna per due anni. Predilige l'olio su tela o su legno, matita su carta,
acquerello. Dei grandi maestri del Pop Surrealism ama Lori Earley, e Mark Ryden. Ha esposto presso Mondo Bizzarri Gallery

PELIN SANTILLI + SASHA PROSPERI
Artista popsurrelista lui e artista tatuatrice lei, coppia anche nella vita, sperimentano un lavoro comune. Pelino ha esposto in personali a Zurigo e Berlino, ed è tra i vincitori del premio Alterazioni 2011 ad Arcidosso -Gr., Sasha ha partecipato a numerose tattoo conventions Italiane ed estere


Studioventuno Tattoo & Art Gallery
Via delle botteghelle 30
84122 Salerno

giovedì 2 agosto 2012



Dummy vanities è un dipinto realizzato ad olio su tavola, misura 45 x 72 cm


L’ opera rappresentata è un manichino-clessidra, un “feticcio” della vanità.
"la vanità effimera...un fantoccio ornato eccessivamente di nastri e perle...possiede un capello eccentrico che,forse troppo grande,sembra coprire i pensieri più cupi,la testa inclinata e lo sguardo congelato sullo spettatore è sostenuta da un corpo che è costretto
 a segnare l' inesorabilità del tempo.
Una mano indica dove conviene mettersi per avere la visione "giusta" delle cose...."

Lo spettatore ha la possibilità di  interagire  con l’opera non solo osservandola frontalmente, ma , ponendosi su un punto preciso al lato destro del dipinto, egli potrà cogliere un immagine ben definita. L’ opera possiede due elementi nascosti il primo di cui sopra è un teschio, l’altro può essere osservato ponendo al centro della clessidra, il cilindro o specchio anamorfico, così  facendo, lo spettatore potrà “scoprire” il secondo elemento nascosto, ovvero,l’ autoritratto dell ‘ autore del dipinto.I due elementi nascosti sono stati realizzati con la tecnica dell' anamorofosi,il termine deriva dal greco ana (all'indietro,intorno,verso) e morphe (forma) sta ad indicare un disegno in cui appare un immagine distorta che osservata obbliquamente o riflessa su uno specchio curvo può essere vista nella sua prospettiva naturale.
Dummy vanities è in mostra ad Arcidosso (GR) in occasione dell' evento Alterazioni Visive 2012,l' evento si è concluso domenica 29 luglio, quest' opera, insieme alle opere dei 23 artisti selezionati rimmarrà esposta al Castello Aldobrandesco di Arcidosso
fino alla fine del mese.



 1) visione anamorfica  









 2) visione anamorfica  




martedì 10 luglio 2012


















piccola anteprima....prossimamente ad
ALTERAZIONI VISIVE 2012!

"Dummy vanities" oil on wood

lunedì 9 luglio 2012

Dal 27 Luglio ad ALTERAZIONI VISIVE 2012, Arcidosso (Gr)
con un opera nuova...e magica........



                                                                    http://www.artq.it/

mercoledì 27 giugno 2012


dal 24 giugno al 1 luglio
Mondi lontanissimi Mostra collettiva


In occasione del 32.Fantafestival di Roma,19 artisti contemporanei rileggono l'immaginario. Attraverso le loro opere tracciano un ideale ponte tra linguaggi, restituendo l'arte a quella dimensione visionaria e di fuga dalla realtà o sublimazione della stessa che le è propria.



                                             "A kind Of Love, thinking K.N." (oil on wood) in mostra fino al 1 luglio



Artisti: Mauro Antonini, Mauro Bellucci, Stefano Bonazzi, Francesca Caporilli, Daniele Carnovale, Daniele Contavalli, Francesca Gerlanda Di Francia, Fernando Di Nucci, Luca Giannini, Micalela Lattanzio, Simone Lettieri, Paolo Marianelli, Esteban Villalta Marzi, Matteo Mercaldo, Ilaria Piacenti, Tommaso Ragnisco, Ugo Spagnuolo, Rita Tagliaferri, Valentina Zummo Curatori: Pier Luigi Manieri, Raffaele Soligo  

Centro culturale Elsa Morante, piazza Elsa Morante, Roma     http://www.centroelsamorante.roma.it/   http://www.fanta-festival.it/home/